Il nostro Tibet
Bell’editoriale di Francesco Merlo oggi su Repubblica dal titolo "Il Tibet d´Italia"…
"C´è un "Tibet italiano" che non è fatto di monaci, ma di rovistatori di spazzatura, mendicanti, prostitute, impiegati statali, insegnanti, lavavetri…….
Il nostro Tibet è mettere la divisa alla scuola invece di immettere risorse nella scuola. Il nostro Tibet è la messa in esubero della forza lavoro qualificata dell´Alitalia. Il nostro Tibet è legittimare i licenziamenti in nome della flessibilità (‘accà nisciuno è flesso, caro ministro della Funzione pubblica). Il nostro Tibet è il Parlamento italiano nominato – grazie alla legge porcellum – dai capipartito e non scelto dal popolo. Il nostro Tibet è questa assurda guerra del miserabile contro il povero: del miserabile di testa e di cuore contro il povero di euro e di opportunità.
State dunque attenti alle liti sul Tibet dentro il governo, a questo scontro di grandi ideali sui diritti civili dei monaci tibetani. È un modo di indicare un luogo diverso sul quale deviare l´attenzione e le sensibilità. La Cina è solo un alibi che in latino significa appunto "altrove" ed è roba da colpevoli, i quali trovano nei diritti umani dei monaci tibetani un altrove su misura."

