TUTTI EROI
90 anni! Novanta anni dal Bollettino della Vittoria letto da Armando Diaz che sanciva la fine della Prima Guerra Mondiale.
Il ricordo mio va ai nonni, Luigi, ragazzo del ‘99 ed Ernesto classe 1897 e Fante.
Con il nonno Ernesto ho vissuto 12 anni, i primi 6 della mia vita e gli ultimi 6 della sua.
La guerra, la grande guerra era una costante nei suoi pensieri, nei suoi racconti, nelle canzoni che cantava.
A 11 anni ha voluto che l’accompagnassi nel suo viaggio della memoria, da Redipuglia a Gorizia; ho visto la sua trincea, i suoi campi di battaglia, il Piave, Caporetto, il rudere, una volta ospedale dove degente per la ferita di una pallottola al femore, mai tolta, ricevette la stretta di mano dal Duca D’Aosta, Besovizza, Trieste.
Quante volte ho partecipato con lui al corteo del 4 novembre e come si preparava per l’evento…. la sua bustina da fante… le medaglie… la croce… la sua "cipolla" sbeccata da una pallottola: "Quest’orologio mi ha salvato la vita"… e lo chiamavamo "Cavaliere"… e come ci teneva… questa mattina ho preso in mano la sua Croce di Guerra al Valor Militare e l’ho mostrata ai miei figli….
La Canzone del Piave in un’esecuzione di Giovanni Martinelli (1918), proprio come la cantava lui, con il verso "Ma in una notte triste si parlò di tradimento" sostituito in seguito da "Ma in una notte triste si parlò di un fosco evento". Il testo, qui, su Wikipedia.

