Noi ci proviamo!
Intervento del 22 gennaio 2008 all’incontro "Situazione politica del PD a Parma. Elezioni amministrative" tenutosi all’Hotel Farnese di Parma con il vice presidente della Provincia di Parma Pier Luigi Ferrari e il consigliere regionale Matteo Richetti.
Pedemontana: un territorio ricco, di una ricchezza non solo economica, ma di tradizioni e valori, di una ricchezza sociale con una cultura politica solida, è la zona dove il PD alle elezioni politiche scorse è andato al di là della somma dei voti dei DS e Margherita. Questo non deve far certo pensare che le prossime amministrative saranno delle elezioni facili, tutt’altro, anche da noi, come in tutto il territorio nazionale si avvertono malumori; mi pare proprio che dalle primarie ad oggi siano state disattese le aspettative degli elettori che nel PD vedevano un partito deciso, un partito che dai valori della tradizione traesse la forza per innovarsi ed aprirsi.
Nel territorio in cui vivo si è compiuto, o meglio, si è cercato di compiere un percorso collettivo fatto di confronti, discussioni, cercando una partecipazione di persone nuove e di giovani, rapportandosi con i loro pensieri e le loro idee. Mi pare, però, che non ci sia stato altrettanto percorso da parte della dirigenza del partito, chiuso in stanze, sempre molto formale, incapace di dinamismo, di fare sintesi, di concludere con scelte condivise.
Non vorrei dare ora l’idea del disfattista, nel PD ci credo e credo anche sia il momento giusto per ripartire e continuare a percorrere la strada iniziata ridando speranza ed entusiasmo a quei giovani che si sentono stanchi e che mi dicono che il prossimo anno non riprenderanno la tessera o che per le europee stanno prendendo in considerazione la possibilità di votare Di Pietro. Dobbiamo dare una risposta concreta e permettere loro di contribuire direttamente alle politiche del partito grazie anche al loro modo rapido e incisivo di comunicare.
Il PD deve ripartire proprio da queste intenzioni di rinnovamento, di democrazia, di partecipazione, e da quello spirito che ha caratterizzato le primarie.
Voglio citare una breve frase, per me significativa, di Barack Obama, detta al discorso di insediamento qualche giorno fa: "… abbiamo scelto la speranza sulla paura, l’unità degli scopi sul conflitto e la discordia …" .
Con la speranza e l’unità ha, o meglio, hanno realizzato il loro progetto… “yes we can”… un messaggio che continua a racchiudere in se la forza di una decisione, di una volontà… Il nostro “si può fare” non è stato e non è altrettanto risoluto, ha in se qualcosa di vago, di dubbioso, avete presente Ezio Greggio quando dice “ce la ce la fa” e poi si gira di lato dicendo “non ce la fa non ce la fa”? Ecco, è così il nostro “si può fare”, manca soprattutto un soggetto, NOI!… “l’unità degli scopi” come dice Obama.
L’essere uniti … i paesi che compongono la Pedemontana hanno pensato di unirsi costituendo un Unione dei Comuni in modo da ridare slancio al territorio proprio grazie alla volontà di collaborazione. L’Unione Pedemontana può essere un valore in più, una forza per garantire ai cittadini quantomeno il mantenimento di una elevata qualità dei servizi, di strumenti per la pianificazione e per lo sviluppo del territorio.
C’è bisogno di essere concreti, onesti, occorre farsi promotori di un dibattito sui programmi, sulle prospettive, dobbiamo riprendere a sognare, anche se "il sogno" - come dice l’amico Giacomo - "ha il limite dell’individualità, ognuno sogna per se stesso. Eppure ci fu un tempo lontano, ma neanche troppo, in cui si sognava insieme a più voci".
Ecco bisogna sognare, dobbiamo riprendere a sognare insieme, sognare in tanti. Non sarà facile. Noi ci proviamo!

