"Il Ministro Maria Stella Gelmini e il Governo Berlusconi vogliono dare giustamente il colpo di reni.", così scrive il Prof. Rodolfo Marchini (Coordinatore FI di Borgo Val di Taro) sulla Gazzetta di Parma di oggi, 16 ottobre 2008, in un articolo dal titolo "Le buone ragioni della Gelmini" dove, ovviamente, tesse le lodi ai provvedimenti urgenti sulla scuola presi dal Governo parlando di "razionalizzazione della spesa", "riportare ordine, chiarezza e dignità nella scuola", etc. etc..
Caro Rodolfo, più che colpo di reni, a me pare un colpo alle reni!
I temi della Scuola e della questione educativa in Italia sono, purtroppo, da considerare perennemente a livelli di urgenza e di emergenza, ma lo sono soprattutto per la necessità di un bisogno costante di aggiornamento, di rinnovamento, di approfondimento, di adeguamento rispetto all’inevitabile evoluzione della ricerca e dei tempi.
Gli stessi dati OCSE che citi tu lo confermano, a livello di scuola elementare e secondaria la spesa italiana per studente è in linea con la media dei paesi OECD, a livello di università (la "tertiary education") la spesa per studente è nettamente inferiore: 8.026$ contro 11.512. Prova ad escludere dalla spesa alcune componenti relative alla ricerca per piombare ad una spesa pro-capite che in Italia è 5.314$ contro una media di 8.102$ (la tabella è la B1.1a, p. 218 dell’OECD, Education at a Glance 2008, se vuoi scaricarlo questo è il link: http://www.oecd.org/document/9/0,3343,en_2649_39263238_41266761_1_1_1_1,00.html).
Inserisco un grafico che esprime la spesa per iscritto nei tre livelli scolastici rispetto alla spesa pro-capite nella scuola elementare, guarda come siamo messi!
Lavoro in università, sarei molto, ma molto favorevole ad un aumento della spesa pro-capite che ci potesse allineare agli altri paesi, ma occorre essere contenti della nostra efficienza: l’università funziona e spendiamo pure molro meno della media!!!
Citi giustamente il Presidente Napolitano: "tra le questioni più spinose c’è quella delle risorse finanziarie. L’imperativo di ridurre a zero il deficit pubblico comporta anche un contenimento delle spese per la scuola". "Contenimento", ha detto "contenimento", non far calare la mannaia, "contenimento", ovvero sì ridurre, ma limitare…. lo stipendio lordo minimo di un docente secondo la media OCSE va da un minimo di 27.000€ ad un massimo di 45.000€… dove si colloca il tuo stipendio di professore (pensa a quello di un tecnico come il sottoscritto dove è collocato)?
I principali provvedimenti adottati dal Governo sulla scuola sono basati su alcune affermazioni del Ministro Tremonti, che sostiene che l’Italia spende troppo per la scuola rispetto agli altri paesi (scusa, il costo della Politica italiana invece l’abbiamo dimenticato?), provvedimenti affidati poi a un decreto-legge, ergo nessun approfondimento nè confronto, un pensiero unico, unico come il futuro maestro tuttologo che andrà a rappresentare l’autorevolezza della scuola.
Più alunni per classe, scuole accorpate, secondo l’assessore regionale alla scuola Paola Manzini "in Emilia-Romagna sono 92 i plessi della scuola primaria, 39 quelli di scuola secondaria di primo grado e 6 i plessi di scuola superiore con meno di 50 studenti che rischiano la chiusura", cosa sarà la nostra scuola?
Forse l’ipotesi Calamandrei? Quella che pronunciò l’11 febbraio 1950, al terzo congresso dell’Associazione a difesa della scuola nazionale (ADEN) tenutosi a Roma, quella pubblicata nella rivista "Scuola democratica" il 20 marzo 1950 e ripubblicato dalla rivista "Internazionale", n. 762, p. 21? - per chi non la conoscesse la può leggere qui -
Personalmente mi auguro che la scuola sia quella dell’art. 3 della Costituzione, che sappia "rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese" e quella dell’art. 34, ovvero "La scuola è aperta a tutti”, visione base della scuola che ha il compito di formare il cittadino sui principi di uguaglianza e libertà.