il blog del norbi

17 May 2008

“Ogni forma di razzismo è peccato”

Don Gino Rigoldi  - foto Comunità NuovaArticolo di Don Gino Rigoldi, pubblicato ieri (16 maggio) sul Corriere della Sera.

Alcuni amici tra le milleottocento aziende italiane operanti in Romania mi dicono che hanno cominciato ad assumere rom e, con loro grande sorpresa, li hanno trovati operai attivi e intelligenti. Io stesso osservo a casa mia alcune decine di Rom che lavorano duro dalla mattina presto alla sera. Nessun dubbio che chi commette reati debba essere punito. Detto questo, è possibile oggi affermare che ogni forma di discriminazione razzista almeno nei suoi effetti è un grave peccato contro Dio? Come cristiano e come prete sono desolato per i giudizi, gli insulti, i comportamenti di molte persone, singoli cittadini e amministratori i quali esprimono solo parole e azioni di rifiuto, rancore, disprezzo. Il giovane studente picchiato dai suoi compagni perché «sporco romeno» è uno degli esempi delle conseguenze possibili e purtroppo reali.
Una esagerata, opportunista utilizzazione del cosiddetto «tema sicurezza» sta creando nei nostri quartieri, tra molte persone, soprattutto gli anziani e le persone che vivono condizioni di povertà, un tipo di rifiuto che sta molto vicino all’odio. E l’odio è, per un cristiano, il peccato più grave. Il clima che viviamo è la  prova più provata della debolezza del messaggio cristiano nella nostra città. Non credo sia giusto parlare di fallimento della azione evangelizzatrice della Chiesa italiana ma qualche riflessione andrà pure fatta e qualche posizione presa anche perché è intollerabile il fatto che molti dei promotori di questa «sicurezza» si definiscano difensori della fede. Posso assicurare che non si può difendere la fede
bestemmiando Dio e la vera bestemmia contro Dio è ogni forma di rifiuto, di rancore o addirittura di odio. L’amore del prossimo prevede certamente anche il conflitto, la pena e la punizione. Ma anche quando punisco o accompagno ai confini chi deve essere rimandato nella sua nazione devo sapere che sto trattando con un mio fratello e una mia sorella. Perché il nucleo della fede cristiana sta nella affermazione che ogni uomo e ogni donna, di qualunque religione, nazione, colore, appartenenza, sono comunque figlio o figlia di Dio. Noi possiamo avere opinioni politiche o sociali diverse. Sulle questioni diverse dal dogma o dai fondamenti della morale possiamo addirittura essere in disaccordo col Papa.
Ma non possiamo, come cristiani, permetterci di essere in disaccordo con Gesù Cristo. Credo che un bel po’ di cristiani debbano pensarci un qualche tempo prima di ritornare in chiesa e fare la comunione perché, come ha detto Gesù: «Chi mi ama osserva i miei comandamenti». Qualcuno pensava in passato che fosse difficile credere ai concetti, ai ragionamenti teologici. Oggi, più che mai, la difficoltà della fede sta nel credere alla legge della giustizia e dell’amore. Vale la pena che cominciamo a mettere in seria crisi il nostro modo di essere cattolici. Infine, come cristiano e come sacerdote, raccomanderei a chiunque di non ergersi quale difensore della fede. Dio sa difendersi benissimo anche da solo. Quello che dobbiamo sapere e fare è già scritto.
Gino Rigoldi
16 maggio 2008

8 April 2008

La lezione degli immigrati per ilvoto

Graziano Vallisneri Una lettera/articolo di Graziano Vallisneri, che ritengo significativa per capire quanto sia importante esercitare il diritto di voto!

Trovo sempre interessante e stimolante l’immergersi nel mercato di Via Verdi, il mercoledì mattina a fare campagna elettorale, per la possibilità dei molteplici e variegati incontri, che ci danno in diretta la situazione delle inquietudini, attese, speranze dei cittadini.
Fra questi non mancano le persone, e sono soprattutto i delusi del centrosinistra, che dichiarano di non andare al voto. Con loro il dialogo è più difficile, come con l’anziana pensionata che mi sbatte in faccia tutta la sua rabbia, o come con il dipendente statale ancora abbarbicato alla busta paga di fine anno con i conguagli dell’Irpef o con la giovane ragazza che, con il rifiuto del voto, vuole segnalare tutto il suo disprezzo verso i politici.
A poco vale allora il mio richiamo ad alcune cose positive fatte dall’ultima finanziaria, come la tredicesima per le pensioni più basse, la semplificazione fiscale per i “contribuenti minimi” o l’impegno, stabilito nella legge, ad utilizzare le maggiori entrate per aumentare il reddito dei lavoratori dipendenti e dei pensionati.
Una maggiore considerazione trovano invece alcuni immigrati che si inseriscono nel dibattito; cominciando da Cleo, un giovane del Camerum, che cerca di far riflettere la ragazza sul diritto al voto che, se non esercitato, va a rafforzare proprio il voto di chi magari sostiene la continuità della vecchia classe politica; come l’intervento battagliero di una signora sudamericana, sposata ad un parmigiano, che guarda incredula alla possibilità che un vecchio leader, che ha portato il paese al degrado morale prima ancora che economico nei suoi cinque anni di governo, possa essere ancora rieletto; infine come il “mimo” ungherese che, non potendo votare, si impegna a dare il suo contributo, porgendo con un inchino il depliant di Veltroni ai passanti, che lo accolgono con un sorriso.
Certo una lezione di civismo e di speranza che arriva chi è ospite ma riesce a vedere, oltre la confusa dialettica dei partiti e l’offuscamento della realtà da parte dei media, il valore del voto come occasione di democrazia e di cambiamento, pur in presenza di una legge elettorale ignobile. Una legge che aumenta la responsabilità di ciascun elettore, ed in particolare di chi vuole astenersi per protesta, perchè consegna a chi avrà un voto in tutta la posta in gioco. Dando forse l’opportunità al candidato premier anziano di rimanere ancora dominus della vita pubblica italiana per altri 12 anni, cinque come Presidente del consiglio e 7 come Capo dello Stato. Una prospettiva da far rabbrividire non solo la signora sudamericana ma proprio tanti protestatari del centrosinistra,che progettavano magari di andare al mare domenica prossima.

Graziano Vallisneri

4 April 2008

“Come fece Napoleone a Waterloo”

Luca Luciani: Responsabile Domestic Mobile Services di Telecom"Napoleone a Waterloo, una pianura in Belgio, fece il suo capolavoro, tutti lo davano per fatto, cotto, per la supremazia degli avversari, c’aveva cinque grandissime nazioni contro, delle forze in campo. Però strategia, chiarezza delle idee, determinazione, forza, Napoleone fece il suo capolavoro a Waterloo." (qui il video)

Dai ragaz…. voi avete il tempo di fare un click su wikipedia, ma un manager no, non ha tempo se non per gestire, coordinare, guidare l’azienda (o parte di essa) che dirige…. dai… capitelo…..   Come dice Nicola Mattina sul suo blog: "si sa che ai manager le cose bisogna spiegarle per aneddoti e in modo semplice, magari con qualche disegno"… ok, ci sono, mandiamogli il video degli Abba, si quelli che cantavano "Waterloo, I was defeated, you won the war", l’inglese lo capirà, che dite? E’ un manager….. mannaggia!!!

31 March 2008

Stato sanitario dell’Italia

Il Ministro Livia TurcoIn primo piano sul sito del Ministero della Salute troviamo la "Relazione sullo stato sanitario del Paese, anni 2005-2006, Italiani in salute e sempre più longevi, fattori di rischio e malattie croniche da mettere sotto controllo". Aprendo la pagina mi stride la datazione dell’articolo, 1 aprile 2008 (oggi è il 31 marzo), con la relazione "inviata nei giorni scorsi" riferita agli anni 2005-2006, la mia aspettativa era che con l’informatizzazione si potessero avere dei dati più vicini al 2008, leggendo il rapporto si trovano varie tabelle che fanno riferimento al 2002-2003, vabbè…..

Fa piacere che ci siano 10 buone notizie: dal "complessivamente soddisfacente dello stato di salute degli Italiani che hanno un’elevata aspettativa di vita alla nascita (più di 78 anni per gli uomini e quasi 84 per le donne)" alla diminuzione di consumo di tabacco "dal 2004 al 2005 c’è stata una riduzione di 5,4 pacchetti di sigarette a testa" (ricordo che il fumo rappresenta la seconda causa di mortalità a livello mondiale), dalla diminuzione di "casi notificati di Aids  e i relativi decessi" e dalla "graduale diminuzione del livello di mortalità a fronte di un aumento del numero di diagnosi" per ciò che concerne la lotta ai tumori,  al punto 9 "Più tutela per ciò che mangiamo tramite l’applicazione delle nuove linee europee sulla sicurezza alimentare basate sul controllo completo e integrato della produzione degli alimenti “dai campi alla tavola" che auspico sia stato  applicato  in modo più capillare ed incisivo.

16 March 2008

Domenica di Passione

Oggi è una domenica di passione, non solo perchè oggi, Domenica delle Palme,  la Chiesa celebra, attraverso le parole di Matteo (Mt 26,14-27,66), la Passione del Signore, ma è anche, almeno per me, il ricordo di una passione di un uomo, Aldo Moro, che iniziò proprio il 16 marzo di 30 anni fa e, la passione di un popolo, quello tibetano, che in questi giorni sta fortemente protestando contro il governo cinese (ricordo che l’annessione del Tibet da parte della Cina è del 1958, 50 anni fa, dopo l’invasione iniziata tra il 1949 e il 1950 e che l’esilio del Dalai Lama con i componenti del Governo è del marzo 1959).

Domenica di Passione

Voglio condividere con voi questa mia domenica di passione

Domenica delle Palme: http://it.wikipedia.org/wiki/Domenica_delle_Palme
Passione del Signore: http://www.lachiesa.it/calendario/Detailed/20080316.shtml
Aldo Moro: http://it.wikipedia.org/wiki/Aldo_Moro
16 marzo 1978: http://www.pierluigicastagnetti.it/2008/03/16-marzo-1978/
Tibet: http://it.wikipedia.org/wiki/Tibet
Tibet in esilio: http://it.wikipedia.org/wiki/Governo_tibetano_in_esilio
Tibet Libero: http://www.italiatibet.org/ - http://www.tibetlibero.org/

25 February 2008

Società Civile: via Matteotti

Solito giro mattutino dell’isolato (o quasi) con cane appresso, svolta a sinistra da via Vittorio Emanuele II su via Matteotti ecchettivedo?

società civile: via Matteotti (foto Nokia 6630)

manca giusto un tavolino :-(






















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